Carissimo don .......,

ti scrivo nel giorno di San Filippo Neri, il santo che passò alla storia come il fondatore degli oratori e come il santo dei giovani, prima ancora che arrivasse Don Bosco ... non può essere un esempio per te che tra qualche giorno sarai unito al sacerdozio di Cristo per le anime e per i giovani, che cercano il Pane della Parola e della Vita? Non può essere un esempio per te che sarai chiamato ad essere maestro per le anime che il Signore Gesù affiderà a te come le ha affidate agli apostoli? 

Però io desidero ricordarti un particolare della vita di San Filippo Neri che, molte volte, è trascurato: alla sua morte si trovò la cassa toracica con delle costole, in corrispondenza del cuore inarcate e il cuore più grande del normale e ciò dissero i suoi contemporanei, perché il cuore di Filippo ardeva e bruciava di immenso amore per il suo Signore. sari tu capace di far inarcare il tuo costato come lui? io te lo auguro, io non ci sono riuscito, anche se lo vorrei tanto ... quindi, nell’elevare l’ostia prega anche per me! 

La gioia che oggi t’invade non ti abbandoni mai, soprattutto quando sarai come il maestro: ”se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”! gioisci sempre, cerca di trasmettere questa gioia a coloro che si accosteranno a te, a coloro che non hanno speranza, a coloro che vedono tutto nero ... tu sari per loro la luce della “gioia del Tuo Signore” 

Non posso concludere il mio augurio, senza affidarti alla Mater sacerdotum amabilis, a Lei che è l’origine del nostro sacerdozio perché l’origine dell’unico Sacerdote; a Lei che non ci lascia soli, come non lasciò soli i “Primi” nel cenacolo; a Lei che ti aprirà ogni strada perché il Suo Gesù, per mezzo tuo, continui a salvare! 

Auguri e buon inizio!

 

Carissimo .....

ancora qualche giorno e potrai chiamarti “servo di Dio e degli uomini” l’ordine del diaconato infatti a questo ti abilita.

Essere servo di Dio, per il codice di diritto canonico significa avere vissuto una vita santa, esser già morto e aver compiuto azioni tali da diventare esemplari per i fratelli rimasti nella chiesa militante ... per te invece significa prepararti ad essere proclamato tale dopo la tua ascesa alla Chiesa trionfante.

E’ un programma arduo? difficile? forse, ma non impossibile: la grazia sacramentale infatti ti abilita a potere aspirare a questo e vivere in questa prospettiva.

“Servo degli uomini” ... forse questo sarà un po’ più difficile perché richiede anzitutto RINUNCIA alla nostra volontà, ai nostri desideri, alle nostre comodità, ai nostri affari ... per attendere agli affari degli altri, ai bisogni degli altri ... desidero confidarti una mia pena:

Quando ero cappellano del lavoro ai grandi magazzini di Messina e si avvicinava la celebrazione della Santa Pasqua in azienda avevo bisogno di un aiuto per le confessioni ... mi rivolgevo quasi sempre agli istituti religiosi e, poiché l’unico momento in cui potevo telefonare era quasi intorno alle 14/14,30 mi sentivo sempre rimproverato perché quella non era ... l’ora di disturbare .. il riposo dei frati!

Ancora oggi sento persone che hanno bisogno di confessione, di un colloqui con il sacerdote e ..... si sentono rispondere venga il giorno stabilito .... non siamo a San Giovanni dove si può trovare il confessore sempre pronto ... io ho il mio da fare! pensa  ... il tuo servizio non abbia tempi stabiliti e se si dice che i manager hanno rotto l’orologio, che cosa bisognerebbe dire dei “servi degli uomini”’ essi non hanno un sacramento per servire, noi abbiamo un sacramento per amare servendo. 

Nell’ora della tua ordinazione sarò a Treviso, per servire, ma il mio spirito sarà con te affinché  .... il tuo servizio ti faccia ascoltare: “vieni servo buono e fedele .....

Con affetto, il mio augurio.

 

Carissimo don .....

ti scrivo nel giorno di San Filippo Neri, il santo che passò alla storia come il fondatore degli oratori e come il santo dei giovani, prima ancora che arrivasse Don Bosco ... non può essere un esempio per te che tra qualche giorno sarai unito al sacerdozio di Cristo per le anime e per i giovani, che cercano il Pane della Parola e della Vita? Non può essere un esempio per te che sarai chiamato ad essere maestro per le anime che il Signore Gesù affiderà a te come le ha affidate agli apostoli?

Però io desidero ricordarti un particolare della vita di San Filippo Neri che, molte volte, è trascurato: alla sua morte si trovò la cassa toracica con delle costole, in corrispondenza del cuore inarcate e il cuore più grande del normale e ciò dissero i suoi contemporanei, perché il cuore di Filippo ardeva e bruciava di immenso amore per il suo Signore. Sari tu capace di far inarcare il tuo costato come lui? io te lo auguro, io non ci sono riuscito, anche se lo vorrei tanto ... quindi, nell’elevare l’ostia prega anche per me!

La gioia che oggi t’invade non ti abbandoni mai, soprattutto quando sarai come il maestro: ”se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”! gioisci sempre, cerca di trasmettere questa gioia a coloro che si accosteranno a te, a coloro che non hanno speranza, a coloro che vedono tutto nero ... tu sari per loro la luce della “gioia del Tuo Signore” 

Non posso concludere il mio augurio, senza affidarti alla Mater sacerdotum amabilis, a Lei che è l’origine del nostro sacerdozio perché l’origine dell’unico Sacerdote; a Lei che non ci lascia soli, come non lasciò soli i “Primi” nel cenacolo; a Lei che ti aprirà ogni strada perché il Suo Gesù, per mezzo tuo, continui a salvare!

Auguri e buon inizio!

 

 

Carissimo ....., ciò che era nell’aria si è avverato adesso ti prepari ad essere completamente inserito nel Sacerdozio di Cristo … non più a metà, ma totalmente Suo rappresentante e Suo discepolo .. sei da semplice sacerdote la santità doveva risplendere, adesso deve non solo risplendere, ma essere ben visibile a tutti, certamente non sarà facile, ma lo Spirito Santo che riceverai in sovrabbondanza non ti farà mancare i mezzi necessari affinché ciò avvenga.. Io te lo auguro con tutto me stesso e per questo prego e pregherò.

Attento a quanto diceva, recentemente, il Cardinale Tonini: “tra i cinque peccati principali della Chiesa vi è quello del potere” anche per te, e in tutti questi anni te ne sarai accorto, il diavolo verrà ad offrirti tutti i regni della terra se tu lo adorerai … e credo che la prima adorazione è il compromesso fatto:

- di silenzio innanzi all’ingiustizia;

- di silenzio innanzi a chi si deve riprendere perché cammini sulla retta via (Tanti miei confratelli ed io stesso abbiamo bisogno di essere ripresi da voi vescovi);

- di silenzio innanzi ad un prepotente che vuole toglierci l’onore con la calunnia o tenta di asservirci al suo volere con doni ed elogi che possono accecare gli occhi;

- di silenzio fatta da parole  blande o non del tutto esplicite nel denunciare l’errore;

Perdonami se ti ho scritto questi miei pensieri, ma tu sai che dal primo momento che ti ho accolto in seminario come tuo prefetto ti ho voluto e continuo a volerti bene: dire semplicemente auguri, non è nel mio stile, potrei essere ipocrita!

Io, sì ti dico auguri, ma nello stesso tempo attento!

Gli sciacalli della tua anima si annideranno anche tra gli amici …. Sii forte nel Signore Gesù ed Egli sarà l’unica tua consolazione, quando la sofferenza del servizio si farà più pesante, quando la sofferenza dell’incomprensione ti attanaglierà, quando tutto il tuo apostolato sembrerà inutile.

Ti voglio bene, e, se mi vuoi riservare una benedizione Vescovile, te ne sarò grato.

 

 

Carissimi e reverendissimi .....

Grazie per avermi partecipato la gioia della vostra ordinazione sacerdotale, fin da quando l’Arcivescovo del tempo, mi ha concesso di allontanarmi da Messina ho promesso di pregare affinché il Signore mandasse sacerdoti alla Diocesi, cosa che ho fatto con puntualità, per cui ogni annuncio di una nuova ordinazione mi riempie di riconoscenza: grazie!! 

Cosa dirvi in questa circostanza che voi non sapete già?

Desidero ripetervi e ripetermi tre frasi del Santo vangelo:

1.    Voi siete miei amici, perché tutto quello che il Padre ha detto a me io l’ho detto a voi. Carissimi, l’amicizia nasce proprio dalla comunicazione, dallo stare a colloquio con l’amico, senza comunicazione e senza colloquio infatti non vi può essere amicizia ... saranno tante le occupazioni che la missione che ora riceverete, occupazioni che, qualche volta, vi potranno portare a posticipare o a diminuire il tempo del colloquio con il nostro vero Amico, il Cristo Gesù ... non fatevi tentare dal diavolo dell’efficienza e dell’attivismo ... qui se non facessimo tutto ciò che l’apostolato ci richiede, ma sarebbe un guai più grande se esso ci potrebbe lontano dal colloquio ... rileggete, ogni tanto, il volume: l’anima di ogni apostolato dello Schautard.  Un altro colloquio tenetelo con i sacerdoti più anziani ... con il parroco con cui sarete mandati a collaborare ... noi vecchi non comprenderemo, spesso, il vostro modo di vedere o di pensare .. starà a voi farcelo comprendere e farci amare il vostro metodo apostolico che non è il nostro.

2.    Quando vi ho mandati ... vi è mancato qualcosa? E’ la tentazione ricorrente nella nostra vita sacerdotale ... l’affanno per il domani, l’affanno dell’avere! ... non abbiate timore il Signore che vi manda non vi farà mancare nulla di ciò che è necessario per la vostra vita fisica e per il vostro sostentamento ... il distacco dal denaro vi farà amare dai fedeli a cui sarete chiamati a servire ... il distacco dai beni materiali vi darà maggiore capacità di conoscenza della povertà della gente che ci circonda ... il non sapere dove andare dormire o il non sapere dove andare a mangiare (anche questo vi potrà capitare), vi immetterà nell’incarnazione della povera gente e ve li farà amare sempre di più e sempre meglio.

3.    Non sono venuto per essere servito, ma per servire. Da circa 35 anni mi occupo delle “serve” e so bene quant’è difficile rinunciare alla propria volontà per avere - come ci dice il salmo - gli occhi rivolti alla propria padrona; San Vincenzo de’ Paoli diceva che i nostri padroni sono i poveri e non semplicemente i poveri di beni materiali, ma soprattutto i poveri dei beni celesti ... servite la Parola, come dice San Paolo, insegna a tempo opportuno ed inopportuno, insisti ... non stancatevi mai di catechizzare con le parole che il popolo comprende ... continuate a studiare, ma non parlate con le parole dei libri, parlate con le parole della scienza tradotte dalle parole del cuore ... fatevi comprendere!  Servite i poveri che hanno bisogno di misericordia ... il ministero della Penitenza sia da voi amato e servito ... non dite mai a chi vi chiede un colloquio spirituale o vi chiede il sacramento ... non ho tempo, torna domani! siamo per i poveri e non per noi stessi ... il tempo del sacerdote non è dato per lui, ma per gli altri!

Mi avete annunciato la vostra gioia, ho voluto parteciparvi la mia! il 21 giugno si compiranno 42 anni dalla mia ordinazione e vi posso assicurare che, se ancora oggi sono felicissimo è perché mi sono sforzato di vivere ciò che oggi comunico a voi ... non ci sono sempre riuscito, ma la tensione a riuscirci c’é e c’é sempre stata  ... pregate per me, io vi sarò vicino.

Perdonatemi se avete avuto l’impressione di una Predica ma è l’affetto che nutro per ogni sacerdote che mi ha spinto a comunicare questi miei sentimenti. 

Il Signore vi benedica e beneditemi il giorno della vostra consacrazione, La vergine Maria della Lettera vi sia mamma e maestra!